06/05/2018 Intervista ad Andrea Riccardi: la diplomazia di Andreotti in Siria

di Redazione

Di fronte al caos che oggi si vive in Medio Oriente, Andrea Riccardi ripercorre l’azione del leader democristiano, fondata su dialogo e trattative fino all’estremo

A volte è utile guardare al passato, per capire il presente e immaginare un mondo migliore. Lo farà il professor Andrea Riccardi, storico, fondatore della Comunità di sant’Egidio, noto anche per il suo impegno a favore della pace, il 7 maggio a Roma, con un a lectio magistralis dal titolo Giulio Andreotti d’Arabia. La Siria, guerra e dialogo in Medio Oriente.

Professore, Giulio Andreotti, del quale oggi cadono i cinque anni dalla morte, come avrebbe letto il conflitto Siriano e l’attuale crisi mediorientale?
«Non possiamo far parlare Andreotti post mortem, ma ritornare su Andreotti non è nostalgia o un atto di omaggio: è iniziare a fare storia vera del Medio Oriente, della Siria e dell’Italia. E oggi c’è bisogno di storia di fronte al fallimento di sette anni di guerra. Abbiamo bisogno di chiederci perché siamo giunti alla situazione mostruosa che abbiamo sotto i nostri occhi: un Paese distrutto, cinque milioni di rifugiati, città atterrate, Aleppo – che era un esempio di convivenza tra cristiani e musulmani – distrutta come il suo minareto degli Omayyadi».

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