26/09/2015 Andrea Riccardi: le priorità che Francesco ha dettato all’ONU

di Andrea Riccardi

Valori e concretezza. «Soprattutto l’idea di una giustizia pratica, una giustizia che va applicata a tre questioni: terra, casa e lavoro. Poi c’è l’ampio spazio dedicato all’ambiente». Lo storico, fondatore della Comunità di Sant'Egidio, analizza in chiave storica le parole del Pontefice alle Nazioni unite.

«Papa Francesco conferma la continuità dei ragionamenti dei Pontefici alle Nazioni Unite». Il professor Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, commenta le parole del Papa alle Nazioni Unite: «Ripropone l’interesse della Chiesa per l’Onu. Paolo VI 50 anni fa aveva parlato di organizzazione ‘in qualche modo’ sorella della Chiesa. Lo scrivo nel mio ultimo libro che analizza quel discorso di Montini (“Manifesto al mondo- Paolo VI all’Onu” Jaca Book). L’affermazione di Paolo VI era secca: l’Onu riflette in campo politico ciò che la Chiesa rappresenta in quello spirituale. Ieri Bergoglio ha confermato quella visione».

Perché?

«Ha detto che senza l’Onu il mondo sarebbe peggiore, più disumano. Poi ha dettato alle Nazioni Uniti alcuni ideali concreti. Non si è insomma limitato all’analisi del presente»

Quali?
«Soprattutto l’idea di una giustizia pratica, una giustizia che va applicata a tre questioni: terra, casa e lavoro. Poi c’è l’ampio spazio dedicato all’ambiente, al quale Papa Francesco applica ancora la sua idea di giustizia. E’ una delle grandi novità del discorso al Palazzo di Vetro. Ha in qualche modo consegnato la Laudato si’ all’Onu, spiegando che la sua non è una analisi idealmente verde, ma concretamente profonda perché lega insieme ambiente, umanesimo e poveri. E’, secondo me, il tratto più originale del discorso del Papa».

L’altra novità è aver chiamato con il termine guerra non sono quelle che noi riteniamo convenzionali. E’ così?
«Esattamente. Ha chiamato per nome tutte le guerre, anche quella dei narcos, che una guerra a tutti gli effetti. Ha costretto le Nazioni Unite a confrontarsi con la realtà, perché non c’è alcuna differenza tra la guerra delle bande in Salvador, le guerriglie variamente denominate in Africa, la lotta dei narcos e i conflitti più tradizionali che noi chiamiamo guerre. Il Papa come sempre è più avanti».